Fashion Journal

Tartan: storia, moda e ribellione raccontati da un tessuto

Il tartan occupa un capitolo speciale nella storia della moda perché sembra possedere una capacità inesauribile di rigenerazione. Fa storia e racconta storie. Dall’incrocio di fili di colori diversi che si ripetono nel cosiddetto sett, uno schema definito uguale nella trama e nell’ordito, nascono linee e quadrati con effetti cromatici diversi.
La sua origine è comunemente legata alla Scozia e in particolare alla zona delle Highland, per quanto alcuni storiografi del costume citino il ritrovamento di frammenti di tessuto simile risalenti al VIII sec a.C. nelle miniere austriache di Hallstatt e addirittura la presenza di tessuti con queste trame geometriche nei sepolcri delle mummie di Tarim (2000 a.C.) in Cina.

IL DNA TESSILE DEL TARTAN

Si ipotizza anche un’origine celtica ma ciò che si sa con certezza è che attorno al XVI secolo gli abitanti delle Highland avevano adottato il tartan come simbolo di appartenenza culturale. L’antica società scozzese era basata sulla struttura in clan, nuclei familiari allargati che si insediavano in una località definita. L’abito tradizionale era il plaid, un taglio di stoffa in lana tessuta con fili colorati con bacche e radici che incrociandosi generavano il disegno caratteristico del tartan di quel clan. Il plaid veniva trattenuto da una cintura sui fianchi e puntato con una spilla su una spalla. Da questa usanza nasce il kilt, il gonnellino che è diventato protagonista del costume tradizionale scozzese, usato in guerra e in pace.

La riprova che il tartan era una sorta di DNA tessile è rivelata da un altro episodio della sua storia: dopo la battaglia di Culloden del 1746 in cui vennero sconfitti il re Carlo Edoardo Stuart e i suoi seguaci, il governo londinese vietò agli Highlander l’uso delle armi e dei costumi tradizionali per indebolirne lo spirito ribelle. Nel 1805 la Highland Society iniziò la registrazione ufficiale dei clan dei vari tartan e nel 1822 re Giorgio IV suggerì agli scozzesi di indossarlo nelle occasioni ufficiali. La regina Vittoria e il marito Alberto quando ristrutturarono il castello di Balmoral in Scozia ne fecero un trionfo di questo tessuto che si espandeva dalle tappezzerie alle tovaglie.

VIVIENNE WESTWOOD E BURBERRY: IMPRINTING DI STILE

Il “tartan affair” della Casa Reale inglese continua ancora oggi ma è interessante notare come l’identità culturale di questo tessuto si sia prestata anche a interpretazioni sovversive come quelle che caratterizzano il percorso stilistico di Vivienne Westwood. Questa stilista “dissidente” ha contribuito in modo incisivo dalla fine degli anni ’70 al movimento punk usando anche i motivi del tartan per dissacrare la cultura british. Con lei il più inglese dei tessuti diventò travolgente e dissacrante, protagonista di gonne esagerate, giacche a marsina dal sapore rock, kilt strappati. Nel corso dei decenni la Westwood ha continuato a considerare il tartan uno dei suoi “imprinting di stile” come appare anche nella sua collezione Anglomania A/I 2018-19 che include i capi Alcoholic Pink Tartan caratterizzati da cuciture contorte che creano una silhouette indefinita.

Un motivo tartan è alla radice del successo anche di Burberry, il marchio inglese che ha saputo rimanere un classico e allo stesso tempo essere anche protagonista della scena fashion contemporanea. Negli anni ’20 ha introdotto per la prima volta il motivo tartan “Burberry Check” nella fodera dei suoi impermeabili. Da allora questo motivo è diventato un segno di moda immediatamente riconoscibile, tanto che Burberry lo ha utilizzato anche per iniziative emblematiche come il lancio a Febbraio 2018 del Rainbow Vintage Check per celebrare la diversità e l’inclusione.

CORSI E RICORSI DI UN FASHION TREND

Storia, cultura, tradizione e ribellione sembra facciano parte del tessuto simbolico del tartan. In parallelo al movimento punk, negli anni ’70 il tartan è stato un emblema delle Preppy e Ivy League girls con una connotazione femminile e bon ton. Negli anni ’90 i riquadri del tartan, chiamato comunemente plaid negli USA, sono tornati alla ribalta con il movimento Grunge.

Anche nella stagione Autunno/Inverno 2018-19 il tartan si conferma un fashion trend e viene utilizzato dai brand in versioni estremamente creative. Fendi ingigantisce i riquadri e li fa assomigliare a un tetris, Gucci nella Pre-Fall 2018 lo mescola a motivi floreali e broccati, Versace lo veste di colori pop.

LE POSSIBILITÀ DEL TARTAN ESPLORATE DAL FONDO BRANDONE

Le infinite possibilità di interpretazione del tartan diventano un vero viaggio nella creatività attraverso l’esplorazione di un archivio come quello di FRI. Le migliaia di stampe e disegni di questa raccolta, custodita dalla Fondazione Fashion Research, sono archiviate in modo da permettere ricerche diversificate attraverso parole chiave.
Studenti, creativi e imprese di abbigliamento possono esplorare un tema iconico come il tartan e scoprire variazioni e abbinamenti che a loro volta daranno vita a nuove idee creative.
La storia che genera storie, il senso profondo di un archivio di moda.

Per maggiori informazioni, scrivere a: archivio@fashionresearchitaly.org


Isabella Cardinali

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