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Sostenibilità Moda

Le buone pratiche di sostenibilità nella moda: Bonaveri BNatural

Si fa presto a parlare di sostenibilità ma un impegno sul fronte ambientale ha bisogno anche di essere supportato dai fatti. E’ un’eccellenza tutta italiana quella che a fine 2019 è risultata tra le dieci migliori imprese della categoria Economia Circolare secondo il Premio Sviluppo Sostenibile e il bando CONAI, rivolto alla valorizzazione della sostenibilità ambientale degli imballaggi.
Si tratta di Bonaveri, l’azienda di Renazzo di Cento che dal 1953 produce manichini internazionalmente riconosciuti come eccellenza del made in Italy. Ve ne abbiamo parlato qualche tempo fa con un’intervista ad Andrea Bonaveri, amministratore delegato della società, il quale ce ne ha raccontato le origini e l’evoluzione nel corso dei decenni. Una realtà che non si distingue solo per la qualità del proprio prodotto ma anche per l’investimento messo in campo in anticipo sui tempi che ha portato alla realizzazione di B Natural, la prima collezione al modo di manichini biodegradabili.

Il ciclo di vita dei manichini

La ricerca della qualità è da sempre stata al centro del nostro lavoro e non ci può essere qualità senza responsabilità

A partire da questa consapevolezza, nel 2012 è stato avviato il progetto per ridurre l’impronta ambientale dell’azienda. Il Gruppo di Ricerca Design e Innovazione di sistema per la Sostenibilità (DIS) del Politecnico di Milano, ha svolto un’analisi del ciclo di vita dei manichini (Life Cycle Assessment Analisys), misurando l’impatto di ogni singola fase del lavoro, dalla pre-produzione, alla produzione industriale, dall’imballaggio alla spedizione dei prodotti in giro per il mondo. I risultati sono stati la base di sviluppo di una strategia dedicata ad agire sugli aspetti più critici dal punto di vista della sostenibilità: la materia prima e il fine vita.
Un percorso che ha portato alla nascita di B Natural. Un manichino naturale, rinnovabile e biodegradabile realizzato in B Plast®, bio-plastica che deriva al 72% dalla canna da zucchero, e verniciato con B Paint®, la prima vernice naturale composta esclusivamente da sostanze organiche rinnovabili, nello specifico con resine e oli al 100% di origine vegetale, tensioattivi privi di fosforo, solvente di origine vegetale ottenuto al 100% da bucce di arancia ed essiccante privo di sali di cobalto e nafta.

Un perfetto esempio di economia circolare nella moda

BNatural è non solo un prodotto certificato – Bplast e Bpaint sono garantiti OK-BIOBASED dall’ente TUV AUSTRIA – ma anche corredato di un’analisi Cradle to Cradle (dalla culla alla culla) che ne dimostra l’efficienza in un’ottica di economia circolare. Oltre ad avere un ridotto impatto ambientale rispetto ai tradizionali prodotti in vetroresina e polistirene lungo tutto il ciclo di vita, una volta dismesso il manichino in B Plast® biodegrada, rilasciando acqua e la stessa quantità di CO2 assorbita dalla canna da zucchero nella sua fase vegetativa.
Questa innovazione permette così alle aziende di ridurre del 25,72% la loro Carbon Footprint: i manichini dei negozi incidono in maniera considerevole sull’impronta ambientale dei brand di moda e intervenire sulla loro qualità consente di agire positivamente su più ampia scala. Promuovere un sistema sempre più circolare è fondamentale per raggiungere obiettivi concreti, soprattutto in un settore, come quello moda, che ha uno dei più alti impatti ambientali.

Anche il packaging è ecosostenibile

Nel 2016, con l’obiettivo di migliorare la propria performance ambientale, Bonaveri ha inoltre avviato una collaborazione con l’Università di Bologna per definire un packaging eco-friendly. A seguito di una approfondita analisi LCA di tutto il ciclo produttivo, gli imballaggi sono risultati come uno dei fattori più critici e impattanti dal punto di vista della sostenibilità. I nuovi packaging – realizzati con materiali sostenibili, con un minor peso dell’imballaggio, una scatola ottimizzata per la logistica dei trasporti e richiedenti un più breve tempo di confezionamento – hanno permesso una riduzione del 40 % delle emissioni di CO2, del 37% del consumo di energia e del 56% di quello di acqua.
Per quest’ultimo progetto nel 2017 Bonaveri ha ottenuto da parte di CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) il Premio speciale per il caso più meritevole dal punto di vista tecnico-progettuale. Un successo che si è ripetuto a fine 2019 che ha visto l’azienda tra le vincitrici del bando CONAI rivolto alla valorizzazione della sostenibilità ambientale degli imballaggi.

Il 2019 è stato un anno importante: grazie a B Natural, Bonaveri è tra le dieci migliori imprese italiane selezionate nell’ambito del Premio Sviluppo Sostenibile 2019, promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e dall’Italian Exhibition Group, con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nella categoria Economia Circolare.
Andrea Bonaveri, CEO dell’azienda dichiara:

Le mode passano, ma la natura resta ed è il bene più prezioso che abbiamo. Il progetto BNatural rappresenta l’inizio di un percorso che ci siamo impegnati ad intraprendere, che non coinvolge solo il prodotto, ma che si allarga a tutte le fasi della vita d’impresa. Siamo consapevoli del fatto che non ci può essere qualità senza responsabilità: etica ed estetica devono percorrere un sentiero comune.

I manichini in mostra

Bonaveri, assieme alla storica cartiera Cordenons, è tra le aziende che hanno collaborato alla mostra “La Gentilezza della Carta” di Caterina Crepax, visitabile fino al 30 gennaio 2022 in un ricco calendario di aperture straordinarie degli spazi di Fondazione FRI, di norma chiusa al pubblico, a cui gli interessati potranno accedere su prenotazione.

Per maggiori informazioni e per acquistare il biglietto, visita il sito www.bolognawelcome.com!

Credits fotografici: Bonaveri Eco Mannequin Sugar Cane – B lr by Armin Zogbaum


Giorgia Olivieri
Giornalista freelance, scrive di moda, costume e cultura. Dal 2011 cura la rubrica BOutique su Repubblica Bologna ed è co-autrice della guida Grand Tour Bologna. Ha realizzato alcuni reportage indipendenti che sono stati oggetto di mostre e pubblicazioni. Collabora con varie testate tra cui Vanity Fair: tra le sue ossessioni la moda secondo i reali inglesi.

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