Fashion Journal

Sostenibilità Moda

Punto Sostenibilità. Un hub per affrontare il proprio percorso di sostenibilità aziendale

Un recente studio condotto dalla società di analisi PWC per conto di Pambianco in merito alle tendenze di mercato legate alla moda sostenibile evidenzia un significativo cambiamento di rotta, da attribuire alle scelte di uno dei target di consumo più rilevante quando si tratta di acquisti e nuovi trend: i giovani intervistati hanno infatti dichiarato di essere propensi o di aver effettivamente acquistato nel recente passato prodotti con caratteristiche di sostenibilità con percentuali che passano dal 29% del 2019 al 67% del 2021. Un dato che sembra suggerire come quella della sostenibilità nella moda non sia una tendenza momentanea, ma una rivoluzione ponderata cui le aziende italiane si stanno lentamente rivolgendo, seppur con qualche difficoltà e disorientamento.

Fondazione Fashion Research Italy, da sempre vicina alle esigenze di innovazione delle manifatture di ogni dimensione, ha intercettato questo smarrimento decidendo di impiegare la sua expertise in ambito archivistico nella creazione di un progetto dal nome eloquente: Punto Sostenibilità ha infatti al suo cuore un archivio di materiali tessili e accessori con caratteristiche di sostenibilità, aggiornato con le proposte disponibili sul mercato e correttamente descritto con le specifiche merceologiche e tecniche che le numerosissime aziende tessili italiane che vi sono confluite hanno scelto di condividere.

Un archivio di materiali per una moda sostenibile

Ogni prodotto finito nasce da un processo che è sempre integrato, per queste ragioni è necessario valutare le sue caratteristiche di sostenibilità sull’intero ciclo di vita, comprese le primissime fasi di lavorazione della materia prima. Anche in considerazione dell’importante consumo di acqua necessario sia per la coltivazione o produzione di fibre e filati, sia per i vari trattamenti chimici di finissaggio, nell’ampio panorama del sistema moda è il settore tessile (materie prime, fibre, filati, tessuti, tinture) ad avere avuto la lungimiranza di muoversi per primo verso una conversione dei processi di produzione, convincendo F.FRI a rivolgersi proprio in questa direzione per la costituzione di un archivio di questa natura.

In piena pandemia — quando le parole che rimbalzavano sulla bocca di commentatori e media come chiave per reagire alla crisi erano sistematicamente sostenibilità e innovazione — la Fondazione ha sviluppato questo articolato e ambizioso progetto, studiato per accontentare designer, creativi, ma soprattutto confezionisti e brand, che in un unico luogo fisico possono finalmente trovare a confronto una panoramica ampia e aggiornata dei prodotti tessili presenti sul mercato da impiegare nelle loro collezioni industrializzate, snellendo così il processo di progettazione e facilitando la selezione di materiali sostenibili.

Il report 2021. Le tendenze della sostenibilità nella filiera tessile

Da allora, sono circa 100 tra le più impegnate aziende tessili italiane ad aver aderito e grazie al loro contributo è stato costruito un archivio che conta circa 1.500 pezzi, tra tessili, accessori e packaging con caratteristiche di sostenibilità. Al fine di offrirne una visuale chiara e trasparente, F.FRI ha inoltre incaricato la società Blumine Srl – partner scientifico del progetto – di interpellare le aziende sul loro impegno green e socialmente responsabile. Una prima survey, che verrà rinnovata nel 2022, e che offre un utile riferimento per interpretare le tendenze della sostenibilità nella filiera tessile, da cui emerge che questo specifico segmento ha ormai fatto sue le istanze legate alla sicurezza chimica dei materiali e si sta attivamente impegnando nei progetti di economia circolare, quali EPR e circoli chiusi, suggerendo come la circolarità sia di sicuro la lente attraverso cui guardare la sostenibilità nel prossimo futuro.

Un’altra interessante tendenza di ordine generale riguarda l’interesse dei produttori italiani verso l’impiego di fibre locali, sostituite in passato da fibre d’importazione che avevano portato all’abbandono di materie prime come la canapa, il lino, l’ortica e la ginestra, oggi nuovamente protagoniste unitamente all’uso di bellissime tinture naturali; così come verso le fibre man made, parimenti in grado di soddisfare le richieste del mercato, ma capaci di ottenere un impatto minimo in termini di consumo di energia e di acqua e di emissioni di CO2. Tutti i materiali confluiti nell’archivio di Punto Sostenibilità sono, in breve, frutto di un approccio innovativo diffuso, che spaziano dai riciclati e rigenerati, biologici, biodegradabili, eco-tossicologicamente sicuri, cruelty-free, ma anche lavorazioni e nobilitazioni da scarti tessili, da filati riciclati di natura sintetica e artificiale, ciascuno caratterizzato da una mano e da un’estetica impeccabile, a contraddire quel sentire comune ancora duro a morire che vuole i prodotti sostenibili necessariamente poco appealing; nonché accessori, come nastri da filato riciclato e bottoni in resine naturali o da acciaio riciclato e, ancora, zip in alluminio riciclato.

Profit, People e Planet. Le tre P della sostenibilità aziendale

Sostenibilità per un’impresa però non vuol dire solo rispetto dell’ambiente, ma anche attenzione agli aspetti sociali (Corporate Social Responsability) che la identificano come un’entità ormai capace di coniugare Profit, People e Planet — rispettivamente dimensione economica, sociale e ambientale — secondo l’approccio ormai consolidato che mira al raggiungimento del profitto, ma anche al rispetto dei lavoratori e alla tutela dell’ambiente. Così come conferma la consuetudine di moltissime aziende a pubblicare annualmente i loro bilanci di sostenibilità, documenti in grado di riflettere molto bene ogni sforzo fatto in questa direzione.

Proprio con lo spirito di contribuire alla trasparenza, alla consapevolezza e alla sensibilizzazione di tutti gli stakeholder, F.FRI si prepara dunque a inaugurare un nuovo anno in cui intende vedere evolvere il progetto organizzando occasioni di incontro e approfondimento capaci di mettere in contatto fornitori e brand, addetti ai lavori e studenti, unitamente al rinnovo dei percorsi di consulenza mirati e alle due edizioni — già previste per aprile e novembre — del corso executive Green Fashion. Necessità e strumenti per una moda sostenibile. Un 2022 ricco di iniziative, che contribuiranno a tradurre Punto Sostenibilità in un vero e proprio hub di riferimento su questi temi, cui le aziende di tutta Italia potranno rivolgersi per affrontare il loro percorso di sostenibilità.

Per ulteriori informazioni o per consultare in presenza l’archivio di Punto Sostenibilità scrivi a sostenibilita@ffri.it.


Claudia D'Angelo
Responsabile dell’archivio di textile design e del progetto Punto Sostenibilità della Fondazione Fashion Research Italy di Bologna, è anche curatrice del percorso Archivi della Moda e del corso Green Fashion. Necessità e strumenti per una moda sostenibile, svolgendo anche attività di consulenza e di divulgazione per la costituzione e valorizzazione degli archivi di settore. È stata inoltre responsabile dell’archivio digitale di Aeffe Fashion Group, di cui ha curato la prima costituzione. Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia dell’arte contemporanea all’Università di Bologna ed è stata Visiting PhD presso l’Harvard University (USA), conducendo attività di ricerca sui temi della moda e dell’arte contemporanea.

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